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Facebook può determinare una sanzione disciplinare

Facebook Like

Oggi viviamo continuamente connessi ai Social Network. Pagine come Facebook, Instagram e molte altre hanno sdoganato il pensiero altrui. Siamo entrati di diritto nell’era della libertà di espressione mediatica dove lo sfogo è sempre consentito perché mascherato da “diritto” alla critica in rete. Ma cosa accade quando la libertà di manifestare il proprio pensiero, costituzionalmente garantita, sfocia in una critica mossa nei confronti del datore di lavoro? La risposta arriva da una pronuncia che ha fatto molto discutere. È il caso di un dipendente della polizia penitenziaria che aveva cliccato “mi piace” (“like”) ad un articolo postato su Facebook che riportava notizie critiche su un suicidio di un detenuto del penitenziario ove questi svolgeva servizio. Il dipendente veniva sospeso per un mese poiché il suo “like” veniva ritenuto dall’amministrazione penitenziaria nocivo per l’immagine del datore di lavoro. Ebbene, la sanzione disciplinare è stata confermata dal Tar Lombardia che ha specificato che il danno all’immagine e alla reputazione del datore di lavoro attraverso l’uso dei social network giustifica l’irrogazione della sanzione disciplinare della sospensione del lavoro, integrando gli estremi della violazione dell’obbligo di fedeltà e dei principi di correttezza e buona fede nella regolamentazione del rapporto di lavoro.

avv. Raffaella Pratticò