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Come superare le liste d’attesa in ospedale

Le Liste Dattesa

Quando abbiamo bisogno di effettuare una visita o un esame diagnostico, spesso ci troviamo ad affrontare delle lunghissime liste d’attesa negli ospedali pubblici. Per abbreviarne i tempi chi può permetterselo è costretto ad optare per una costosa prestazione privata, per tutti gli altri non resta che aspettare o addirittura rinunciare.

Eppure esiste un modo per ottenere la visita dello specialista o l’esame diagnostico all’interno dell’ospedale pagando solo il ticket: una soluzione particolarmente vantaggiosa, ma che solo pochi conoscono, anzi quasi nessuno, poiché né gli ospedali né le ASL ne danno comunicazione ai malati. 
Chi ha l’esenzione dal ticket addirittura non paga nulla ed il costo è a totale carico dell’Azienda Sanitaria Locale.

Il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, prevede specifici tempi massimi per l’erogazione di ogni tipo di esame e visita specialistica. Le prestazioni sono divise in varie categorie a seconda della gravità e dell’urgenza, ma in ogni caso il cittadino non può attendere per più di 180 giorni.
Nei casi più frequenti, le visite mediche specialistiche devono essere erogate entro 30 giorni e gli esami strumentali entro un massimo di 60 giorni dalla richiesta.

Il Decreto legislativo n.124/1998 stabilisce che, in caso di superamento dei limiti di attesa massimi, il cittadino possa chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’A.L.P.I., ossia l’Attività Libero-Professionale Intramuraria, dietro il solo pagamento del ticket. L’ALPI è l’attività che viene svolta dal medico fuori dall’orario di lavoro ma all’interno delle strutture sanitarie (“Intramuraria o in intramoenia“), ad integrazione dell’attività istituzionalmente dovuta ed il costo di tale prestazione è coperto dalle ASL e non dal paziente.

Per ovviare a questo “dovere”, molte ASL stanno bloccando le liste d’attesa in modo del tutto illegittimo e non accettano più prenotazioni.
Quando ci si trova di fronte a una lista d’attesa bloccata, è chiaro che siamo in una situazione in cui l’azienda sanitaria non è in grado di garantire un’adeguata tempestività delle prestazioni, quindi in uno dei casi che danno diritto ad usufruire delle prestazioni in regime intramoenia.

La prima cosa da fare è presentare al direttore Generale dell’Azienda Sanitaria o al Direttore dell’Ospedale una richiesta in carta semplice per «prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria».
  Specificando che:
· gli è stato prescritto un particolare accertamento diagnostico o una visita specialistica (indicando quale);
· il Cup ha comunicato l’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta prima della data del… (indicare la data che deve essere superiore a 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per gli accertamenti come Tac, risonanza magnetica, raggi, ecografie, ecc.);
· la prestazione ha carattere urgente, (il medico deve indicarlo sulla ricetta) incompatibile con i tempi di attesa indicati;
  Chiedendo che:
· che la visita medica specialistica o l’esame diagnostico venga resa in regime di attività libero-professionale intramuraria con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi del citato decreto · che venga fornita immediata comunicazione in merito.
Inoltre bisogna specificare che in mancanza di prenotazione in regime di attività libero-professionale intramuraria, la suddetta prestazione verrà effettuata privatamente, con preavviso di successiva richiesta di rimborso da parte dell’Azienda.
Infatti se l’ospedale non è in grado di garantire una visita in intramoenia entro tempi ragionevoli, si può ricorrere a una visita interamente privata e poi chiedere il rimborso all’Asl. Il consiglio è di rivolgervi direttamente all’ASL di competenza per chiedere l’esatta procedura per ottenere quanto vi spetta.