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Autovelox: nuove regole

Controllo Elettronico Della Velocità

Il cartello “Controllo elettronico della velocità”

Per la validità di una contravvenzione con Autovelox è necessaria la presenza del cartello con il preventivo avviso “Controllo elettronico della velocità”. Non esiste una distanza minima dal cartello, l’importante è che sia collocato con “adeguato anticipo”, per consentire una decelerazione dolce ed evitare rischi di frenate brusche. Mentre la distanza massima è di 4 chilometri, altrimenti la segnalazione va ripetuta.

La segnaletica dev’essere chiaramente visibile: non deve cioè essere imbrattata né può essere oscurata da vegetazione o altri cartelli (anche di tipo pubblicitario) pena l’annullamento della sanzione.
Non è invece necessaria la presenza del cartello che indica i limiti di velocità: se questo manca, infatti, valgono i limiti previsti dal codice della strada e che si applicano automaticamente: 50 km/h in città, 90 km/h su strade extraurbane secondarie; 110 km/h su strade extraurbane principali; 130 km/h in autostrada.
Ci sono dubbi in merito all’obbligo di ripetere l’avviso dopo eventuali intersezioni, ma secondo l’orientamento più recente della Cassazione, chi si immette su una arteria principale non deve essere avvisato della possibile presenza dell’Autovelox.

Il secondo cartello di avviso dell’Autovelox

Negli anni sono stati posizionati numerosi cartelli con avvisi di controllo elettronico della velocità, senza che agli stessi corrispondessero effettive postazioni di polizia, sicché ora gli automobilisti sono spesso portati a chiedersi quali di questi segnali siano effettivi e quali invece servano solo come deterrente.
La cosiddetta direttiva Minniti (Circolare del Ministero Interni Prot.n.300/A/5620/17/144/5/20/3 del 21/07/2017) ha voluto fare piazza pulita dei “falsi cartelli” ed ha preferito sposare un’altra linea: si è imposto alla polizia di posizionare un secondo cartello, di tipo mobile, tutte le volte che l’autovelox viene posizionato su una strada ove i controlli avvengono occasionalmente.

Oggi quindi la situazione è la seguente:

– nelle strade ove i controlli con autovelox sono «sistematici» quindi effettuati periodicamente (indipendentemente dalla periodicità, ma che rientrano in una pianificazione concordata in sede di conferenza provinciale permanente sulla sicurezza stradale presso la Prefettura), basta un unico cartello con la scritta “controllo elettronico della velocità”, posizionato in modo permanente e fisso ai margini della strada. Si tratta del consueto segnale a cui tutti ormai siamo abituati;

– nelle strade invece ove i controlli con autovelox sono sporadici, gli agenti accertatori sono obbligati a collocare, alcune decine di metri prima della postazione, un secondo cartello, di tipo mobile, anche più piccolo del primo e con la semplice icona del cappello tipico della polizia. Il principio è quello della credibilità della segnaletica, che comporta l’uso di cartelli fissi solo in caso di postazioni fisse automatiche.

Dunque, buona parte dei tantissimi segnali disseminati lunghe le strade italiane negli ultimi trent’anni sono da rimuovere perché ad essi non corrispondono controlli effettivi.